Famiglie, ritorna la fiducia e salgono i prestiti (ma le aziende sono in difficoltà)

Le performance economiche del sistema Italia non sono all’altezza delle aspettative, al punto che il Governo è stato costretto a tagliare le stime di crescita iniziali, ma ciò nonostante sembra esserci un clima positivo per le famiglie del nostro Paese, grazie soprattutto alla decrescita dei tassi di interesse, che sta convincendo anche i più titubanti ad accedere alle varie opportunità di erogazione del credito.

Aumentano i prestiti a famiglie e privati. In base ai dati recentemente pubblicati dalla Banca d’Italia, i prestiti al settore privato, corretti come di consueto per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato a fine agosto una crescita dello 0,7 per cento su base annua, mentre quelli destinati proprio alle famiglie sono aumentati addirittura dell’1,5 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Prestiti, i vantaggi del web. Un’altra spinta a superare l’incertezza arriva anche dalla sempre crescente familiarità che gli italiani stanno maturando nei confronti dei prodotti finanziari digitali, che rappresentano oggi una quota importante nel panorama del credito. Le nuove tecnologie, infatti, fanno ormai parte della nostra vita e anche il mercato finanziario non fa eccezione, grazie soprattutto a offerte davvero convenienti nel campo del microcredito e delle erogazioni personali. Decisivo, in questo senso, anche l’ingresso in scena di colossi affidabili come ING Direct, che proprio nel campo dei prestiti ha attivato il prodotto “Prestito Arancio”, che presenta i suoi obiettivi sin dal claim, che infatti lo definisce “il prestito personale online per realizzare i tuoi progetti”.

Quantitative easing, missione fallita? Ma se il versante del settore privato conosce un momento decisamente roseo, non capita lo stesso sul fronte dei prestiti alle imprese, che invece continuano la loro discesa verso il basso, nonostante i vari interventi messi in campo dai Governi, come il cosiddetto quantitative easing, ovvero l’immissione di liquidità sul mercato da parte della Bce avviata oltre un anno fa con l’acquisto di titoli di Stato e altre obbligazioni. Proprio questa azione, secondo la Cgia di Mestre, ha fallito l’obiettivo di arrestare l’inflazione e rilanciare i prestiti alle imprese, con un calo complessivo del 2,9 per cento per quest’ultimo fattore.

Un nuovo intervento in arrivo. Ecco perché è in fase di partenza un nuovo progetto, definito “Iniziativa PMI”, ideata da Ministero dello Sviluppo economico (MISE), Commissione europea e Gruppo BEI (BEI e controllato FEI) con l’obiettivo di dare ossigeno alle piccole e medie imprese localizzate nell’Italia del Sud e Isole, attraverso l’immissione di nuove risorse finanziarie grazie alla tecnica della cartolarizzazione di crediti esistenti, per una cifra pari a un miliardo e duecento milioni di euro.

1,2 miliardi per le Pmi del Sud. Dal Ministero spiegano che si tratta di uno strumento finanziario innovativo, previsto dalla nuova regolamentazione sui Fondi Strutturali e di Investimento Europei, che permette di combinare vari fondi, come quelli gestiti a livello nazionale (o regionale), le risorse del programma europeo COSME (Programme for the Competitiveness of Enterprises and Small and Medium-sized Enterprises) e quelle investite dal Gruppo BEI. In questo modo, sarà possibile offrire la somma di 1,2 miliardi di nuovi prestiti a tassi favorevoli verso PMI che operano in regioni meridionali come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Ossigeno alle imprese. L’Italia è il primo Stato Membro dell’Ue ad aver aderito a questo strumento di cartolarizzazione, e le speranze ora sono riposte nel mondo degli operatori del credito e delle imprese, che devono recepire l’iniziativa e azionare un moltiplicatore importante dei fondi strutturali utilizzabili. Le PMI italiane costituiscono il 99 per cento del totale di imprese nel sistema economico nazionale, e dunque agevolare i loro investimenti significa recuperare competitività e fornire nuovi stimoli alla crescita e all’occupazione.